Borse, Bush sferza il Congresso «Il piano: non c’è altra scelta» – Economia
Trichet«Deluso», così dicedi essere George W. Bush per la bocciatura alla Camera lunedì del suo piano per il salvataggio delle banche in crisi, un piano da 700 miliardi di dollari che gli ameriocani, prima ancora dei deputati, non gradiscono e giudicano troppo costoso. Bush cerca di convincere gli uni e gli altri, approfondendo il giudizio preoccupato sulla crisi in corso. «Siamo in una situazione di emergenza – dice in tv -è un momento molto critico per la nostra economia, so che si tratta di un voto difficile ma è il problema ad essere molto grande». E ai liberisti conservatori, la maggior parte dei quali anche se del suo stesso partito, si è rifiutata di dare l’assenso al piano Paulson, dice: attenzione, se il piano non verrà varato ci saranno conseguenze peggiori giorno dopo giorno. Lui l’ottimista Bush, il porta bandiera del neoliberismo, cambia linea anche se lascia il registro apocalittico. «Se non interverremo ci saranno ricadute anche sui fondi pensione – lancia il sasso all’opinione pubblica del ceto medio – e danni durevoli». E ancora, ai padrini delle politiche liberiste, chiarisce: Non c’è da scegliere tra un intervento governativo e il libero mercato ma tra questo e un peggioramento progressivo della situazione». Perciò rilancia il paino di salvataggio, spiegando che sì è costoso ma anche il lassez faire lo è: lunedì sono stati bruciati mille miliardi di dollari.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79485
Islamabad, medico smentisce i servizi segreti: «È vivo il leader dei talebani»
È giallo sulla presunta morte di Baitullah Mehsud, il leader dei talebani in Pakistan. Un medico vicino agli “studenti del Corano” ha infatti negato la notizia del decesso di Mehsud, annunciata da fonti dell’intelligence di Islamabad. In una telefonata fatta al canale news pachistana IG, inoltre, il portavoce del movimento pachistano, , Mohammed Omar, ha smentito la notizia della morte e ha affermato che il comandante «gode di buona salute e non soffre di alcun male». Secondo quanto riferito da un funzionario dei servizi segreti pachistani, Mehsud sarebbe morto a seguito di un blocco renale, il cui fattore scatenante sarebbe stato il diabete, Ma il medico Eisa Khan ha spiegato all’Associated Press: «Ho parlato con lui oggi, alle 9, al telefono e mi ha detto di essere rimasto sorpreso dalle voci circa la sua morte». Khan ha detto che Mehsud ha accusato un non meglio specificato problema renale, ma non ha fornito ulteriori dettagli. Secondo la tv saudita al Arabiya, La morte del comandante «ritenuto responsabile dell’assassinio di Benazir Bhutto» l’ex premier pachistano uccisa lo scorso dicembre, «se confermata, provocherà gravi scissione» in seno al movimento degli studenti di Dio. Leader del Tehrik-i-Taliban Pakistan (Movimento dei talebani del Pakistan), una sigla che unisce diversi piccoli gruppi islamisti, Mehsud ha base nel Waziristan del Sud, turbolenta area tribale al confine con il Pakistan.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79554
Morales contro gli Usa: appoggiano gli autonomisti
Scontri a Santa CruzI primi tre morti sono arrivati giovedì. Ma la situazione in Bolivia, è tesa da giorni. E gli ultimi accadimenti lasciano intendere che non si distenderà a breve. Lo scontro è tra i sostenitori e gli oppositori del presidente Evo Morales, che ha contro di sé i governatori di quattro regioni: Santa Cruz, Tarija, Beni e Pando sono i dipartimenti autonomisti della cosiddetta Mezzaluna orientale, che da tempo si oppongono alle politiche del governo centrale.Ma dietro l’opposizione interna a Morales, potrebbe celarsi l’aiuto degli Stati Uniti, che non hanno mai visto di buon occhio l’ascesa al potere del presidente indio. Per questo Morales, esasperato dalla sorta di guerra civile che lo sta sfiancando, ha preso una decisione lapidaria: cacciare l’ambasciatore americano da La Paz. Philip S. Goldberg è accusato di essersi immischiato negli affari interni del paese, visto che ha incontrato alcuni esponenti del movimento autonomista: «Non vogliamo – ha detto Morales – che qui ci sia gente che cospira contro la democrazia». Per questo, ha aggiunto, «senza timore per nessuno, senza timore per l’Impero, davanti al popolo boliviano dichiaro il signor Goldberg, ambasciatore degli Usa, persona non gradita».Washington ha reagito definendo prive di fondamento le accuse mosse al diplomatico, e aggiungendo che la decisione «danneggia gravemente i rapporti bilaterali tra i due paesi».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78923
Google è diventato cattivo – Internet
«Don’t be evil», non essere cattivo. Difficile credere che fu questo il motto coniato da Larry Brin e Sergey Brin quei due ragazzi in un garage di Menlo Park, California, che il 7 settembre 1998 con soli quattro computer diedero vita a Google e al loro sogno di cambiare il mondo. A quel tempo, la ricerca Internet non veniva considerata certo una priorità, ma i due convinsero Andy Bechtolstein, uno dei fondatori di Sun Microsystems, a finanziarli con un capitale iniziale di 100.000 dollari per vincere la scommessa che il loro motore di ricerca avrebbe potuto cambiare tutto. Quella società in soli dieci anni si è sviluppata fino a diventare uno dei marchi più riconoscibili al mondo, con un giro d’affari annuale di 17 miliardi di dollari, utili pari a 5 miliardi di dollari e un ritmo di crescita del 35 per cento. E da due i dipendenti a tempo pieno di Google sono diventati 19.000, e la capitalizzazione di mercato è pari a 150 miliardi di dollari. Come se non bastasse il gigante oggi controlla circa il 40 per cento della pubblicità online mondiale e il 70 per cento della ricerca. Ma non per questo le ambizioni della società hanno subito un arresto. Negli ultimi mesi Montainview ha lanciato la sua suite di programmi per aziende, in dichiarata competizione con Microsoft Office, ed è dell’ultima settimana la presentazione del suo primo browser per la navigazione su Internet, sviluppato per contrastare le leadership di Internet Explorer.
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78822