Scendono i canoni: crollo dei prezzi nei quartieri Centrale e Baggio
(…) La maggiore difficoltà di accesso al credito per l’acquisto di case ha determinato nei primi 6 mesi dell’anno un aumento della domanda di abitazioni in affitto, senza il rialzo dei canoni di locazione. Questo, per gli esperti di Tecnocasa, perché l’offerta presente sul mercato, aumentata negli ultimi anni a seguito della corsa al mattone, ha assorbito la maggiore domanda senza creare tensione sui valori.Nessuna operazione speculativa, almeno per ora. I proprietari di immobili, anziché approfittare dell’aumento della domanda di locazione per aumentare i canoni d’affitto, hanno scelto di rivederli al ribasso. Una strategia che permette di garantirsi continuità nel rapporto di locazione, così da non essere costretti a riaffittare la casa con conseguenti oneri gestionali e non correre il rischio di avere un immobile sfitto con gli inevitabili costi di mantenimento. Tra i quartieri che hanno segnalato la diminuzione dei valori più sensibile ci sono Baggio-Quinto Romano, Certosa-Gallarate e Stazione Centrale. In queste zone per un bilocale si spendono circa 650 euro, mentre per un trilocale la cifra sale a 850 euro. La ragione principale del calo in queste aree è, oltre che la minore disponibilità economica da parte dei potenziali inquilini, il fatto che alcuni proprietari, non riuscendo a vendere l’immobile al prezzo desiderato, decidono di affittarlo aumentando così l’offerta di abitazioni sul mercato.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=305479
La Vincenzi spinge Tursi contro la Gelmini senza neppure ascoltare il consiglio
Alla fine il giudizio contrario alla pseudo riforma del ministro alla pubblica istruzione Gelmini è arrivato. «Si tratta soltanto di scelte meccaniche che ha fatto Tremonti. Il ministro Gelmini si è adeguata. Si tratta di otto articoli scarni con origini finanziarie per esigenze di bilancio del governo Berlusconi». A tuonare contro, stavolta con un documento tutto personale, o almeno, della sua giunta, è il sindaco di Genova Marta Vincenzi che ieri mattina ha presentato la «lettera» che sarà inviata al ministero per riaprire il confronto sul decreto. Tre pagine che non saranno discusse nemmeno in consiglio comunale perché non saranno iscritte all’ordine del giorno della prossima settimana quando, probabilmente, si tornerà a parlare nella sala rossa di proteste di studenti, cortei, scuola e università. Tre pagine che rivendicano il ruolo del comune di Genova nella scuola e nell’università, con l’appiglio che il sindaco, attraverso il suo braccio destro Maurizio Maresca, è nel consiglio di amministrazione dell’ateneo genovese. Ma soprattutto con la convinzione che il decreto Gelmini ha violato addirittura la Costituzione che attribuisce alle istituzioni locali il compito della formazione.L’assessore Paolo Veardo fa eco alla Vincenzi e si schiera contro il maestro unico alle elementari prevedendo una debacle della famiglia con il tempo pieno a rischio, le incertezze dei genitori e il sistema finora realizzato, tra cui quello della ristorazione, con grande impegno da Palazzo Tursi.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302929