Piano di rientro, CGIL: “vittime di una menzogna culturale”

marzo 4, 2011 at 1:08 pm (Uncategorized) (, , , )

Chi ha buona memoria ricorderà che analoga protesta venne posta in essere in forma più virulenta contro l’ex governatore della Regione Puglia Fitto, che, con il Piano di Riordino Ospedaliero, previde nella nostra Provincia lo smantellamento di diversi ospedali (Fasano, Cisternino, Mesagne e San Pietro Vernotico), riconvertiti in strutture per lungodegenza e riabilitazione e declassati a rango di ‘semplici stabilimenti sanitari’ mentre gli ospedali di Francavilla Fontana e di Ostuni venivano riqualificati, potenziati e classificati come ‘ospedali di riferimento’.

Fiore, sono invitati a non dire menzogne ai cittadini; spieghino, invece, che i tagli previsti nel Piano di Rientro (chiusura di diciotto piccoli ospedali, il taglio di 2213 posti letto entro il 2012, l’istituzione della tassa di un euro sulla ricetta medica, il blocco del turn-over del personale sanitario e para-sanitario, il taglio del 50% delle assunzioni a tempo determinato, il controllo dei tetti di spesa per gli erogatori privati, l’appropriatezza dei ricoveri e della spesa farmaceutica, il blocco della stabilizzazione dei lavoratori privati), sono stati prescritti dal Ministro Tremonti per far fronte al rientro del disavanzo finanziario della Regione Puglia.

Se il governatore Vendola, così come ebbe modo, nella precedente legislatura, di riassegnare i servizi ospedalieri preesistenti ai nosocomi di Fasano, Ceglie Messapica e San Pietro Vernotico, oggi, in assenza dell’obbligo da parte della Regione Puglia di contenere la spesa sanitaria secondo le sopra elencate prescrizioni, avrebbe senza dubbio escluso la possibilità di chiudere l’ospedale di Ceglie Messapica; una struttura sanitaria che, per tradizione, si è guadagnata la fama di essere stata sempre gestita all’insegna della efficienza e della economicità e che annovera, al proprio interno, tra il personale sanitario e para-sanitario professionisti di ottima qualità.

Chi ha voluto ergersi a paladino della cultura ospedalocentrica deve sapere che si pone in contraddizione con le misure di contenimento della spesa sanitaria voluta dal Governo centrale, che prevedono: la riduzione del rapporto ‘posti letto / abitanti’ al 4 per mille, il taglio al fondo sanitario nazionale di 1 miliardo di euro, mentre non viene previsto alcun finanziamento del fondo per la non auto-sufficienza, il licenziamento di migliaia di lavoratori precari, il mancato interessamento di temi importanti, quali: la salute mentale, la dipendenza da alcool, stupefacenti, tabacco, gioco, la sanità penitenziaria e la situazione degli ospedali psichiatrici giudiziari.

Fonte:
http://www.brundisium.net/notizie/shownotiziaonline.asp?id=35358

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